{"id":1821,"date":"2017-02-16T15:13:09","date_gmt":"2017-02-16T15:13:09","guid":{"rendered":"http:\/\/sviluppo.vardigital.it\/domini-castellare\/?page_id=1821\/"},"modified":"2025-09-04T14:34:31","modified_gmt":"2025-09-04T14:34:31","slug":"una-passione-di-famiglia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/spirito-dcc\/una-passione-di-famiglia\/","title":{"rendered":"Una Passione di Famiglia"},"content":{"rendered":"<div class=\"uk-grid\">\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-2-3\">\r\n        <p><strong>UNA PASSIONE<\/strong><br>Perch\u00e9 si pu\u00f2 essere presi dalla passione di produrre vino? Me lo chiesi insieme a Luigi Veronelli (in foto a destra), il filosofo-scrittore di vino pi\u00f9 importante d\u2019Italia, quando, moltissimi anni fa, il mio socio di allora Edmond de Rothschild ci invit\u00f2 a Chateau Clark per passare un lungo fine settimana insieme a Emile Peynaud, il pi\u00f9 grande enologo non solo di Francia, professore all\u2019Universit\u00e0 di Bordeaux. Edmond era il primo singolo azionista di Chateau Lafite, ma i suoi cugini con cui poi ho fatto nascere Rocca di Frassinello in Maremma, non erano inclini a coinvolgerlo nella gestione. Per questo aveva deciso di acquistare Chateau Clark con l\u2019ambizione di farlo diventare Lafite degli anni 2000. Edmond non ce l\u2019ha fatta perch\u00e8 ha lasciato questo mondo prima di riuscirci. Ma in quel fine settimana, diede a me e a Veronelli la risposta alla domanda che insieme ci eravamo posti, lui narratore, io giornalista gi\u00e0 conquistato dalla passione di fare vino. Il vino diventa passione, secondo Edmond e io condivido, perch\u00e9 \u00e8 una sfida permanente, quasi come diventare challanger del detentore dell\u2019America\u2019s Cup di vela ogni anno, per tutto l\u2019anno. Perch\u00e9, fare vino, come competere nell\u2019America\u2019s Cup, impone di considerare ogni dettaglio fondamentale, alla spasmodica ricerca delle soluzioni migliori quando poi ci si scontra con la variabilit\u00e0 climatica, anche se l\u2019equipaggio a bordo, o in cantina, pu\u00f2 essere perfetto, non sai mai come andr\u00e0; il campo di gara pensi di conoscerlo alla perfezione, come le tue vigne ma c\u2019\u00e8 sempre l\u2019imprevisto; il vento che cambia, il terreno della vigna che, diverso o diversissimo anche pi\u00f9 volte nello spazio di un ettaro, pu\u00f2 dare frutti variabili da un\u2019annata all\u2019altra.<\/p>\r\n\t<\/div>\r\n\t<div style=\"text-align:center;\" class=\"uk-width-medium-1-3\">\r\n\t\t<img decoding=\"async\" style=\"max-height: 300px;\" src=\"https:\/\/www.castellare.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/luigi_veronelli.jpg\">\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"uk-grid\">\r\n\t<div style=\"text-align:center;\" class=\"uk-width-medium-1-3\">\r\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.castellare.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/100-domande_.jpg\">\r\n\t<\/div>\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-2-3\">\r\n\t\t<p>Si fa tutto per raggiungere il meglio, ma c\u2019\u00e8 sempre l\u2019imprevisto, che emoziona e sorprende. \u00c8 cos\u00ec perch\u00e9 la vigna \u00e8 vita, vive e reagisce spesso come gli uomini se non sai accarezzarla, curarla come la persona pi\u00f9 cara che hai sulla terra. Per non parlare di quando il vino \u00e8 finalmente in cantina e l\u2019energia che ha ricevuto dalle radici della vite continua a essere viva; prima nei tini di vinificazione e poi nelle barrique o carati, come in italiano li chiamava giustamente Veronelli. Luigi ricordava sempre il proverbio italiano secondo cui \u201cil vino buono sta nella botte piccola\u201d, coniato ben prima della scoperta fortuita delle qualit\u00e0 della barrique, che nell\u2019800 veniva usata come contenitore sui velieri per il trasporto del vino da Bordeaux in Inghilterra. Come ci spieg\u00f2 il professor Emile Peynaud nella lunga intervista divenuta libro, <i>100 domande e 100 risposte sulla barrique<\/i> (che pubblicammo con la sigla Castellare-Fattoria editrice e che \u00e8 stato molto importante per eguagliare e poi superare con i vini italiani anche la qualit\u00e0 dei francesi) la piccola dimensione (225 litri) consentiva a una maggiore quantit\u00e0 di vino di essere a contatto con il legno e poi le doghe sottili, pi\u00f9 sottili delle grandi botti, consentivano e consentono il passaggio dell\u2019ossigeno che trasporta nel vino i tannini nobili delle querce del Massiccio centrale.<\/p>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"uk-grid\">\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-2-3\">\r\n\t\t<p>E proprio per questo con Edmond, innamorato come pochi dell\u2019Italia e dei suoi vini, fondammo la Compagnie vinicole conseille per l\u2019interscambio di tecnologia fra l\u2019Italia e la Francia.<br>\r\n\t\tLa sfida (e quindi la passione) \u00e8 il motore di ogni attivit\u00e0, ma appunto nel fare vino e nell\u2019andare a vela c\u2019\u00e8 sempre l\u2019emozione in pi\u00f9 dell\u2019imprevisto. Nella nostra famiglia da molti decenni la passione per la vela e per fare vino si sommano. Come per Edmond, che teneva al suo Gitana, con cui regatava nei maxi yacht, almeno quanto a Clarck. Sar\u00e0 stato per questo che siamo stati grandi amici. E probabilmente \u00e8 stato quel primo legame con un componente sia pure autonomo della pi\u00f9 famosa famiglia di banchieri del mondo che poi, dopo la crescita di Castellare di Castellina nel Chianti classico, rese possibile far nascere insieme a Eric de Rothschild (con me nella foto), cugino di Edmond e presidente di Domain Baron De Rothschild-Lafite, la seconda azienda della nostra famiglia, Rocca di Frassinello, nella Maremma Toscana a pochi chilometri da Bolgheri.<\/p>\r\n\t<\/div>\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-1-3\">\r\n\t\t<figure class=\"uk-overlay uk-overlay-hover\">\r\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.castellare.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Rocca-Storia-2-Eric-De-Rothschild.jpg\">\r\n\t\t<\/figure>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"uk-grid\">\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-1-3\">\r\n\t\t<figure class=\"uk-overlay uk-overlay-hover\">\r\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.castellare.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fulvio-pierangelini.jpg\">\r\n\t\t<\/figure>\r\n\t<\/div>\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-2-3\">\r\n\t\t<p><strong>UN&#8217;AMICIZIA<\/strong><br>A far nascere l\u2019amicizia con Eric e con il suo bravissimo chief executuve officer (Ceo), Christophe Salin, \u00e8 stata la quotazione in Borsa di Class Editori, la casa editrice che ho fondato nel 1986. Eric e il cugino David avevano fatto rifiorire la Banque Rothschild di Parigi dopo la nazionalizzazione della precedente, imposta dal presidente francese Francois Mitterand durante il suo primo mandato, quando era stato sostenuto dal Partito comunista francese.La filiale di Milano della nuova Banque Rothschild fu advisor della quotazione e cos\u00ec ci fu occasione di incontrarci con Eric. Durante un suo breve soggiorno a Bolgheri ci trovammo a pranzo al Gambero Rosso creato da uno degli chef pi\u00f9 geniali del mondo, Fulvio Pierangelini (in foto a sinistra).<br>\r\n\t\tDurante il pranzo (Fulvio apr\u00ec all\u2019una eccezionalmente per noi) raccontai a Eric che non essendoci pi\u00f9 terreni vitabili in Chianti avevo comprato 50 ettari nell\u2019entroterra di Castiglione della Pescaia e di Punt\u2019Ala. \u201cAndiamo a vederli\u201d, mi rispose Eric con la curiosit\u00e0 che lo anima da sempre. Una volta l\u00ec, apprezzando la posizione e i terreni vergini da vigne mi disse: \u201cSe riesci a comprare i vari poderi della vallata, almeno 500 ettari, facciamo la joint venture, perch\u00e9, Paul\u00f2, le vin est un affair fonci\u00e9r pour nostres nephews\u201d, in un mix spontaneo di francese e inglese. L\u2019idea di Eric era e credo sia che al di l\u00e0 della passione, il vino pu\u00f2 consentire una rivalutazione dei terreni e quindi \u00e8 bene, prima di impiantare le vigne, comprare molto terreno.<\/p>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"uk-grid\">\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-2-3\">\r\n\t\t<p><strong>UN PROGETTO<\/strong><br>Rocca di Frassinello, disegnata da Renzo Piano, \u00e8 stata inaugurata il 21 di giugno, solstizio d\u2019estate, del 2007. Nel realizzarla, prima joint venture nel vino fra Italia e Francia, la passione che ci ha spinto non \u00e8 stata quella di creare un monumento al committente o al vino. Come dice Renzo Piano una cantina \u00e8 pur sempre uno stabilimento, anche se vi si trasformano prodotti della natura e non si costruiscono automobili.<br>\r\n\t\tIn piena sintonia con Renzo, amico fraterno da ben prima del suo primo capolavoro, la progettazione del Boubourg a Parigi, abbiamo messo grande passione nel fare un laboratorio, il pi\u00f9 efficiente e razionale possibile, senza marmi o lussi, con le pareti in cemento faccia a vista e con un layout completamente innovativo. Un grande quadrato, con al centro il momento pi\u00f9 alto dell\u2019elevazione del vino: la barricaia, per 2 mila barrique; intorno, come una grande cornice, con due lati a un solo livello per i tini, e due lati a due livelli per le altre funzioni.<\/p>\r\n\t<\/div>\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-1-3\">\r\n\t\t<figure class=\"uk-overlay uk-overlay-hover\">\r\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.castellare.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Rocca-Storia-1-Renzo-Piano.jpg\">\r\n\t\t<\/figure>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div>&nbsp;<\/div>\r\n<div>\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-1-1\">\r\n\t\t<p>Tutto \u00e8 organizzato per non dover mai usare le pompe: l\u2019uva arriva sul grande piazzale, che Renzo ha battezzato sagrato, viene selezionata e finisce nei tini di fermentazione per forza di gravit\u00e0, attraveso delle finestrelle sul pavimento del sagrato. Anche Renzo aveva gi\u00e0 provato la passione di fare vino, nella cantina di famiglia, a Ovada, in Piemonte, tanto che mi rinfaccia spesso di aver dedicato a Rocca di Frassinello, la sua unica cantina, molto pi\u00f9 tempo che alla realizzazione della sede del New York Times. E anche Renzo ama la vela quanto l\u2019architettura.<br>\r\n\t\tI quasi 100 ettari di vigne, essendo nati in joint venture italo francese, hanno vitigni equamente divisi: 50% italiani, 50% francesi e tutti i vini sono blend, escluso Baffonero che, sempre nello spirito dell\u2019America\u2019s Cup, \u00e8 challenger di Masseto, (100% merlot), il pi\u00f9 famoso vino italiano dei nostri amici Marchesi Frescobaldi, proprietari di Ornellaia. Esattamente l\u2019opposto della filosofia di Castellare di Castellina.<br>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"uk-grid\">\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-2-3\">\r\n\t\t<strong>UN SOGNO<\/strong><br>L\u2019heritage dei giorni a Chateau Clark con Peynaud era stato straordinario e mi spinse a tre decisioni per Castellare:<br>\r\n\t\t1) avrei puntato diritto sul Sangiovese, che in Chianti chiamiamo Sangioveto, visto che a giudizio di Peynaud era un vitigno dalle straordinarie potenzialit\u00e0 inespresse<br>\r\n\t\t2) avrei impiantato (cosa che avvenne con la collaborazione del professor Attilio Scienza dell\u2019Universit\u00e0 di Milano) la prima vigna sperimentale del Chianti, con 30 cloni diversi di Sangioveto, colmando una mancanza delle autorit\u00e0 enologiche<br>\r\n\t\t3) il vino pi\u00f9 grande, pi\u00f9 importante che avremmo fatto a Castellare sarebbe stato a base di Sangioveto e di un altro vitigno autoctono, la Malvasia nera, sparigliando rispetto alle scelte del pi\u00f9 grande enologo italiano, Giacomo Tachis (in foto a destra), che per il Tignanello aveva deciso di unire al sangiovese i due principali vitigni francesi.<br><br>\r\n\t<\/div>\r\n\t<div style=\"text-align:center;\" class=\"uk-width-medium-1-3\">\r\n\t\t<figure class=\"uk-overlay uk-overlay-hover\">\r\n\t\t\t<br><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.castellare.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/tachis.jpg\">\r\n\t\t<\/figure>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div>\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-1-1\">\r\n\t\tLa passione and\u00f2 alle stelle nel 1988, quando nella prima edizione della Top 100 di Wine Spectator, gi\u00e0 divenuto magazine-Bibbia del vino, I Sodi di S.Niccolo, come con Veronelli battezzammo quel vino sognato, si piazz\u00f2 al sesto posto fra tutti i vini del mondo. Erano I Sodi di S. Niccol\u00f2 1985. I Sodi di S. Niccol\u00f2 dell\u2019annata successiva, il 1986, replicarono piazzandosi nella Top 100 come primo vino italiano. Quasi come aver vinto l\u2019America\u2019s Cup. Ma molto di pi\u00f9 perch\u00e9 fu l\u2019occasione per conoscere a fondo Tachis, prossimo a lasciare Antinori. Con Giacomo non c\u2019\u00e8 mai stato un rapporto professionale ma solo di amicizia, con straordinari stimoli che da lui sono venuti a me e ad Alessandro Cellai, enologo-capo e Ceo di tutte le nostre cantine.<br><br>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"uk-grid\">\r\n\t<div style=\"text-align:center;\" class=\"uk-width-medium-1-3\">\r\n\t\t<figure class=\"uk-overlay uk-overlay-hover\">\r\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.castellare.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Giacomo-Tachis-e-la-luce-di-Galileo-_-copertina.jpeg\">\r\n\t\t<\/figure>\r\n\t<\/div>\r\n\t<div class=\"uk-width-medium-2-3\">\r\n\t\t<strong>UN CAMMINO CHE CONTINUA<\/strong><br>La frequentazione e la stima di Tachis per Alessandro, scelto dal creatore di Tignanello, Sassicaia, Solaia e Turriga come suo delfino ideale, ci ha fatto nascere la passione per le altre due aziende di Domini Castellare di Castellina, Feudi del Pisciotto e Gurra di Mare. Tutte e due in Sicilia. Feudi si trova nel territorio dell\u2019unica Docg siciliana, il Cerasuolo di Vittoria, e Gurra di Mare con la vigna fin sulla spiaggia a Menfi, la patria di Planeta. &Egrave; stata una passione violenta perch\u00e8 Tachis, piemontese diventato famoso per vini toscani, \u00e8 stato l\u2019artefice della rinascita del vino della Sicilia, come consulente dell\u2019Istituto Regionale della vite e del vino, probabilmente l\u2019iniziativa pi\u00f9 meritoria che sia stata presa nell\u2019Isola pi\u00f9 straordinaria del Mediterraneo, ma anche la pi\u00f9 devastata da mille inefficienze. Tachis ha spiegato a me e ad Alessandro, come pensavano anche Leonardo da Vinci e Galileo Galilei ma anche Dante, che il Vino \u00e8 Luce e Umore (nella foto accanto la copertina del libro edito da Class Editori &#8220;Giacomo Tachis e la luce di Galileo&#8221;). E che in nessuna parte del mondo la luce (il sole) e gli umori del terreno sono cos\u00ec straordinari come in Sicilia: che non a caso, millenni fa, era chiamata Enotria e che per trasposizione ha fatto assumere alla parola enos il significato di vino, donde enoteca. Per far crescere la nostra passione per fare vino, Tachis ci ha lanciato una sfida ancora pi\u00f9 eccitante: ci ha suggerito di produrre in Sicilia vitigni che nessuno penserebbe che siano adatti a dare grandissimi vini nel caldo della Sicilia. Cos\u00ec abbiamo piantato Semillon e Gew\u00fcrztraminer per fare il passito e Pinot nero per fare il vino pi\u00f9 alto di Feudi. La sfida del Pinot nero, in particolare, \u00e8 straordinaria, perch\u00e9 il sogno di ogni produttore \u00e8 vinificare il pi\u00f9 nobile dei vitigni. In Sicilia ci avevano provato anche altri, ma solo i segreti che ci ha donato Tachis e la passione, la competenza e la specializzazione di Alessandro per il vitigno pi\u00f9 difficile della terra, hanno permesso di cogliere non il caldo, ma la luce e gli umori dei terreni della Sicilia. Il nostro Pinot nero si chiama L\u2019Eterno e sulla etichetta compare la mano della scultura straordinaria dell\u2019Eterno realizzata da Giacomo Serpotta, il pi\u00f9 grande scultore nella storia della Sicilia. Feudi del Pisciotto ha finanziato il restauro di questa scultura, con parte del ricavato della vendita dei vini che portano le etichette disegnate dagli stilisti di moda italiani, da Versace a Ferr\u00e8, a Giambattista Valli, Alberta Ferretti, Missoni, altri ancora tutti hanno accettato di rinunciare alle royalties per contribuire alla rinascita di Sicilia-Enotria. Per noi un\u2019altra passione, grande come quella del vino e che con il vino si fonde, perch\u00e9 il vino \u00e8 civilt\u00e0, \u00e8 storia e, derivando dal latino venus, \u00e8 bellezza.<\/p>\r\n\t<\/div>\r\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA PASSIONEPerch\u00e9 si pu\u00f2 essere presi dalla passione di produrre vino? Me lo chiesi insieme a Luigi Veronelli (in foto a destra), il filosofo-scrittore di vino pi\u00f9 importante d\u2019Italia, quando, moltissimi anni fa, il mio socio di allora Edmond de Rothschild ci invit\u00f2 a Chateau Clark per passare un lungo fine settimana insieme a Emile [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":962,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1821","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1821"}],"version-history":[{"count":47,"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1821\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12282,"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1821\/revisions\/12282"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.castellare.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}